Sommer

L’ultimo volo di Yann Sommer: l’Inter saluta il suo guardiano silenzioso

Dopo tre stagioni in nerazzurro il portiere svizzero dice addio: il club ha deciso di non rinnovare il suo contratto. Sempre affidabile e mai sopra le righe, è stato un esempio di professionalità
Vincenzo Lo Presti
MILAN, ITALY - FEBRUARY 20: Yann Sommer of FC Internazionale looks on during the UEFA Champions League 2023/24 round of 16 first leg match between FC Internazionale and Atlético Madrid at Stadio Giuseppe Meazza on February 20, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Ciancaphoto Studio/Getty Images)

Dopo tre stagioni in nerazzurro il portiere svizzero dice addio: il club ha deciso di non rinnovare il suo contratto. Sempre affidabile e mai sopra le righe, è stato un esempio di professionalità

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MILAN, ITALY – FEBRUARY 20: Yann Sommer of FC Internazionale looks on during the UEFA Champions League 2023/24 round of 16 first leg match between FC Internazionale and Atlético Madrid at Stadio Giuseppe Meazza on February 20, 2024 in Milan, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Ciancaphoto Studio/Getty Images)

Ci sono addii che fanno più rumore di altri, anche quando arrivano senza polemiche. Quello di Yann Sommer appartiene a questa categoria. Dopo tre stagioni, il portiere svizzero lascia l’Inter con il contratto in scadenza e senza il rinnovo da parte del club nerazzurro, che ha scelto di voltare pagina salutandolo attraverso un lungo comunicato ufficiale. Si conclude così un’avventura iniziata nell’estate del 2023, quando Sommer fu chiamato a raccogliere una delle eredità più pesanti degli ultimi anni: quella di André Onana, ceduto al Manchester United dopo una sola stagione. In quel momento non mancavano gli interrogativi: a 34 anni, con una lunga carriera alle spalle tra Basilea, Borussia Mönchengladbach e Bayern Monaco, in molti si chiedevano se fosse ancora in grado di essere il portiere titolare di una squadra costruita per vincere in Italia e competere in Europa. La risposta arrivò rapidamente sul campo. Con la serenità che ha sempre contraddistinto la sua carriera, Sommer conquistò la fiducia dello spogliatoio, dell’allenatore e dei tifosi, trasformando i dubbi iniziali in una delle certezze più solide dell’Inter.

Sommer leader silenzioso

Nel corso delle sue tre stagioni a Milano, Sommer ha dimostrato molto più delle sue qualità tra i pali. È diventato un leader silenzioso, uno di quei giocatori capaci di trasmettere sicurezza con una parata, un’uscita o una semplice gestione del pallone. Le sue prestazioni sono state caratterizzate da continuità, concentrazione e affidabilità. Pur non essendo un portiere spettacolare, ha costruito il proprio rendimento sull’efficacia, limitando al minimo gli errori e risultando decisivo in numerose partite. I tifosi, su tutte, ricorderanno la semifinale di ritorno di Champions League al Meazza contro il Barcellona nel 2025, quando si rese protagonista di una prestazione incredibile volando su un sinistro di Lamine Yaman indirizzato all’incrocio dei pali. Anche il suo contributo nella costruzione dal basso è cresciuto stagione dopo stagione. In un calcio sempre più orientato alla partecipazione del portiere nella fase di possesso, Sommer ha saputo adattarsi perfettamente alle richieste tattiche prima di Simone Inzaghi e poi di Cristian Chivu, confermandosi un interprete moderno del ruolo.

Cosa lascia Sommer all’Inter

Il bilancio della sua esperienza nerazzurra è inevitabilmente positivo. Sommer ha preso parte a una delle fasi più vincenti della recente storia dell’Inter, contribuendo con le proprie prestazioni alla conquista di ben quattro trofei: due scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana. I numeri, che non sono tutto ma spesso raccontano la verità, dicono che in 139 presenze totali ha mantenuto la porta inviolata in 66 occasioni: statistiche da vero fuoriclasse del ruolo. Ma oltre ai dati, ciò che resterà sarà soprattutto il ricordo di un professionista esemplare. Nonostante sia finito nel mirino della critica per qualche passaggio a vuoto, soprattutto nell’ultima stagione, è sempre rimasto lontano dai riflettori, mai protagonista di polemiche, incarnando perfettamente lo spirito di una squadra che negli ultimi anni ha fatto della solidità e dell’organizzazione la propria forza. Per questo motivo il suo addio rappresenta la fine di un ciclo importante. L’Inter ha deciso di intraprendere una nuova strada, probabilmente con l’obiettivo di abbassare l’età media della rosa e costruire il futuro tra i pali. Una scelta fisiologica, che però non cancella quanto fatto dal portiere svizzero.

Il futuro di Sommer e la nuova era della porta nerazzurra

Per Sommer si apre ora una nuova fase della carriera. Nonostante l’età (compirà 38 anni il 17 dicembre), il portiere svizzero continua a godere di grande considerazione sul mercato internazionale grazie all’esperienza accumulata ai massimi livelli e alla continuità di rendimento mostrata anche nelle ultime stagioni in nerazzurro. L’Inter, invece, ha individuato nel suo vice, lo spagnolo Josep Martinez, il profilo giusto per raccogliere un’eredità tutt’altro che semplice. Sostituire un portiere che per tre anni ha garantito affidabilità, equilibrio e leadership non sarà un compito banale per Pepo, che potrà contare anche sull’esperienza di Ivan Provedel, in arrivo dalla Lazio per ricoprire il ruolo di secondo. Ogni ciclo, dunque, ha un inizio e una fine. Quello di Yann Sommer in nerazzurro si chiude con la consapevolezza di aver lasciato il segno. Senza proclami, senza eccessi, ma con quella costanza che spesso distingue i grandi professionisti dai semplici ottimi giocatori. E forse è proprio questo il ricordo più bello che l’Inter e i suoi tifosi conserveranno del “Muro Svizzero”: la certezza di poter contare, partita dopo partita, su un portiere che ha sempre risposto presente.

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