Chiesa, ora che fai? L’Italia chiama per la rinascita

Una stagione da comparsa al Liverpool e una carriera da salvare: per Chiesa la Serie A può essere il contesto giusto per ripartire
Iacopo Erba

Una stagione da comparsa al Liverpool e una carriera da salvare: per Chiesa la Serie A può essere il contesto giusto per ripartire

Nell’annata scintillante del Liverpool il contributo di Federico Chiesa è stato praticamente inesistente. Pochissime presenze, il minimo indispensabile per lo meno per ottenere la medaglia di campione, di cui una sola da titolare in Premier League identificano alla perfezione il ruolo di semplice comparsa ritagliatogli da mister Arne Slot, che ne ha prima riconosciuto un ritardo evidente nella condizione fisica e poi, smaltiti gli infortuni, non è comunque riuscito a ritagliargli un posticino anche solo da attore non protagonista. E nonostante i tifosi della Kop lo abbiano sempre difeso e sostenuto, è chiaro che per l’azzurro spazio nei Reds non sembra proprio essercene, neanche in ottica futura.

Una sfida troppo ardua

La carriera di Chiesa, d’altronde, è tutt’altro che finita. L’ex Fiorentina e Juventus ha d’altronde 27 anni e in passato ha dimostrato doti tecniche fuori dal comune, come nell’estate del 2021 quando trascinò l’Italia alla conquista del secondo Europeo della sua storia. Dall’addio alla Vecchia Signora però le cose non sono davvero andate per il verso giusto: la Premier League è apparsa una sfida troppo dura da superare, soprattutto per la fisicità di un campionato che richiede essere sempre al top a livello di condizione fisica. Anche per questo la Serie A potrebbe essere il giusto terreno da cui ricominciare: ritmi più bassi, tatticismo estremo e possibilità di fare centro con colpi estemporanei, specialità della casa dell’esterno.

Tante pretendenti

Tanti club potrebbero trovare Chiesa appetibile. La Roma ci aveva provato la scorsa estate trovando il muro del giocatore, il Milan e il Napoli in base alle loro prossime mosse potrebbero scegliere di puntare su di lui come esterno d’attacco titolare. L’ingaggio da più di 7 milioni netti è un problema, ma se il giocatore riuscisse a fare un passo indietro e ad abbassare le pretese qualcuno sarebbe davvero ben disposto a trovargli una nuova casa. Sperando, ovviamente, di riavere a disposizione quell’ala devastante di quattro anni fa.

Iacopo Erba

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