Il ritorno di Joao Cancelo al Barcellona: perché Flick ha scelto il portoghese
Il Barcellona ha rotto gli indugi nel mercato invernale, raggiungendo un principio di accordo per riportare in Catalogna Joao Cancelo. Non si tratta solo di un’operazione nostalgia, ma di una mossa strategica dettata da un’esigenza tecnica immediata. Hansi Flick si è trovato infatti a gestire una coperta corta in difesa: con lo spostamento di Eric Garcia a centrocampo (o stabilmente al centro della difesa) e il nuovo ruolo di Gerard Martín come centrale di sinistra, le fasce sono rimaste sguarnite. Il tecnico tedesco ha dovuto persino adattare il mediano Casadó come terzino in Coppa del Re, rendendo evidente la necessità di un rinforzo di ruolo che possa dare respiro a titolari inamovibili come Koundé e Baldé.
Polivalenza ed esperienza: l’identikit perfetto
La scelta di Cancelo poggia su tre pilastri fondamentali: esperienza, versatilità e affidabilità. Il portoghese conosce già l’ambiente blaugrana e non avrà bisogno di periodi di adattamento. La sua capacità di giocare con uguale efficacia su entrambe le corsie (nella sua precedente stagione al Barça ha collezionato 16 presenze a destra e 24 a sinistra) rappresenta una risorsa inestimabile. In un mercato di gennaio dove i profili di alto livello scarseggiano, assicurarsi un giocatore che ha vestito le maglie di Manchester City, Bayern Monaco e Inter garantisce a Flick una profondità di rosa necessaria per affrontare la volata finale in Liga e nelle competizioni europee.
I numeri di un’operazione intelligente
Oltre all’aspetto tecnico, il ritorno di Cancelo è un capolavoro di opportunità economica. La pesante infortunio di Andreas Christensen ha creato un vuoto regolamentare che il Barcellona ha sfruttato per far quadrare i conti con il Fair Play Finanziario della Liga. Il giocatore ha mostrato una forte volontà di tornare, accettando di ridursi l’ingaggio per rientrare nei parametri del club. L’operazione, strutturata su un prestito dal costo contenuto (inferiore ai 5 milioni di euro), permette al club di rinforzarsi senza ipotecare il budget estivo, risolvendo al contempo il problema dell’assenza di Christensen con un calciatore già pronto per i grandi palcoscenici.