È una Juventus Yildiz-dipendente: a Spalletti l’ultimo compito

La Juventus non può fare a meno del calciatore turco, sempre più centrale nelle trame offensive dei bianconeri
Michele Cerrotta

La Juventus non può fare a meno del calciatore turco, sempre più centrale nelle trame offensive dei bianconeri

Seconda punta, esterno, fantasista. Yildiz il trasformista disegna calcio e dà un’anima alla Juventus, a prescindere dall’allenatore in panchina. Prova a fare «un po’ e un po’» come da us a stessa ammissione, mentre Spalletti dovrà gestire il non semplice compito di trovare una stabilità tattica con il turco, che negli anni è passato da Allegri a Thiago Motta fino a Tudor e appunto al tecnico di Certaldo. Cambiando sempre un po’, ma restando sempre decisivo.

L’era Motta

È stato con Thiago Motta che il classe 2005 ha iniziato a prendere per mano la Juventus. Inizialmente con un ruolo principalmente da esterno a sinistra. Yilidz era chiamato a venire dentro il campo e a cercare la conclusione col destro dal limite in fase offensiva, e ad aggredire il possesso avversario in fase difensiva. Non sempre il turco riusciva a soddisfare le richieste per tutti i novanta minuti, finendo per perdere un briciolo di lucidità in zona gol.

Novità Tudor

Con l’arrivo di Tudor, il calciatore della Juventus ha trovato un briciolo di libertà in più in fase di non possesso. Il minor numero di responsabilità in difesa ha permesso a Yildiz di dedicarsi maggiormente alla fase offensiva, anche grazie all’esplicita richiesta del tecnico di giocare più alto possibile. Il turco non si è fatto incastonare in una posizione di campo specifica, svariando su tutto il fronte per non dare certezze alle varie difese avversarie.

Consacrazione Spalletti

Il compito per Luciano Spalletti è stato forse più facile, grazie alla maggior consapevolezza conquistata dallo stesso Yildiz. E anche per questo allora il tecnico di Certaldo ha concesso la massima libertà di movimento al classe 2005: «Una volta fa una giocata dentro e dici che è una seconda punta. Poi lo ritrovi a fare una giocata sulla bandierina e dici che è un attaccante esterno. Poi torna sulla via di mezzo. Poi? E poi va dove gli pare perché sa meglio lui dove può andarsi a trovare lo spazio».

Il futuro

Ora a Spalletti il compito di dare la svolta definitiva alla carriera del turco. Il tecnico della Juventus lo vorrebbe «più centrale, perché quando si gira e guarda la porta suonano le campane, anche in allenamento». Il ruolo arriverà col tempo, ora a Yildiz i bianconeri chiedono gol e giocate, a maggior ragione visti lo stop di Vlahovic e le difficoltà di David e Openda fino a questo momento. I due gol e un assist in cinque partite rappresentano una garanzia e la conferma di un miglioramento ormai esponenziale.

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