L’Inter si gode Pio Esposito: da quarta punta a certezza, Chivu non può farne a meno

L'attaccante aveva segnato il gol del pareggio e ora, con l'infortunio di Lautaro, dovrà guidare l'Inter a una difficile qualificazione
Chiara Scatena

Un altro guizzo, l’ennesimo di una stagione da ricordare, firmato Pio Esposito. Stavolta, però, potrebbe non bastare: l’Inter rischia clamorosamente l’eliminazione già ai playoff della Champions League contro il Bodo/Glimt. Eppure, in Norvegia, Esposito ha confermato il suo fiuto da centravanti vero: la girata in area al 30’ che ha battuto Haikine ha portato il momentaneo pareggio è stata l’unica nota positiva di una gelida serata chiusa con la sconfitta per 3-1.

L’infortunio di Lautaro

Il gol di Esposito conta ancora di più alla luce dell’infortunio di Lautaro Martínez, uscito nel secondo tempo per un problema al polpaccio, che Chivu definisce importante: “Secondo me l’abbiamo perso, si è fatto male ed è abbastanza serio”, ha confermato a Prime Video, aggiungendo che anche altri giocatori hanno comunque qualche acciacco. Il momento d’oro di Esposito non poteva capitare in un periodo migliore.

Che inizio di 2026!

Dall’inizio di gennaio, Esposito ha continuato a confermare le ottime impressioni lasciate in passato: 6 partecipazioni dirette a reti nerazzurre tra gol e assist, di cui 4 gol e 2 passaggi vincenti. A Bodo ha lasciato il segno partendo titolare, così come aveva già fatto sabato scorso nel Derby d’Italia contro la Juventus, entrando però dalla panchina. Il giovane attaccante non fa distinzioni: sa essere decisivo sia da titolare sia a partita in corso.

Il futuro è stato riscritto

E dire che, fino all’estate scorsa, molti lo vedevano nuovamente in prestito, dopo la stagione più che positiva in Serie B con lo Spezia, conclusa con la sconfitta nella doppia finale playoff contro la Cremonese. Alla fine, però, è rimasto e si è guadagnato spazio con i fatti, dimostrando di meritarsi un ruolo da protagonista. Ha segnato in Serie A, in Champions League e persino in Nazionale, dimostrando che la definizione di “quarta punta” non gli si addice più.

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