Olimpiadi, impresa Fontana: argento nei 500m e record di 13 medaglie

Arianna Fontana eguaglia Edoardo Mangiarotti con 13 medaglie alle Olimpiadi: argento nei 500m dello short track
Lorenzo Beccarisi
Arianna Fontana, Getty Images

Arianna Fontana raggiunge un traguardo straordinario e si inserisce definitivamente tra le leggende dello sport azzurro. Con l’argento nei 500 metri di short track tocca quota tredici medaglie olimpiche, eguagliando il primato di Edoardo Mangiarotti. In finale deve arrendersi soltanto alla superiorità di Xandra Velzeboer, che conquista l’oro con una prova dominante dall’inizio alla fine. Prestazione di grande maturità per Fontana, capace di amministrare al meglio ogni fase della gara e di contribuire alla quarta medaglia italiana della giornata. In un palazzetto milanese gremito e caloroso, l’azzurra dimostra esperienza: consapevole dell’impossibilità di colmare il divario con l’olandese, sceglie di consolidare la piazza d’onore fin dai primi metri.

Olimpiadi, Fontana impeccabile fino alla finale

Il percorso verso l’ultimo atto aveva già evidenziato la qualità della sua condizione. Nei turni eliminatori Fontana aveva condiviso pista con Velzeboer sia nei quarti sia in semifinale, mostrando abilità nel dosare energie e posizione. Nei quarti l’olandese stabilisce il nuovo record olimpico, con l’italiana che risponde firmando il miglior tempo nazionale. In semifinale, nonostante la presenza di più atlete dei Paesi Bassi, Velzeboer mantiene un’azione individuale e alza ulteriormente l’asticella segnando il record mondiale. Fontana rimane in scia con determinazione e si qualifica per la finale sfruttando ritmo e traiettorie perfette.

Olimpiadi, Sighel fuori tra le polemiche

L’assegnazione dell’oro si indirizza immediatamente: Velzeboer accelera sin dal via e scava un solco decisivo. Fontana tenta l’inseguimento, poi gestisce con intelligenza il vantaggio sulle rivali. Nel finale arrivano i tentativi di rimonta della olandese Poutsma e della canadese Sarault, ma l’azzurra mantiene sangue freddo e conquista un secondo posto che vale la storia. Diverso il destino di Pietro Sighel, fermato nei quarti da una squalifica per un contatto ritenuto falloso. L’atleta italiano contesta la decisione, sostenendo che si sarebbe dovuto procedere solo con l’avanzamento dell’avversario: “Non concordo con il verdetto, è stato interpretato un contatto inesistente. In questi casi non è prevista l’esclusione. Accetto la scelta, ma resto della mia opinione”.

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