Napoli, Raspadori punta su Spalletti per convincere Conte

Raspadori cerca il rilancio, ma lo spazio a Napoli si riduce: la Nazionale è l'occasione per tornare a brillare e lanciare un messaggio a Conte

Raspadori cerca il rilancio, ma lo spazio a Napoli si riduce: la Nazionale è l’occasione per tornare a brillare e lanciare un messaggio a Conte

Si chiama Giacomo Raspadori e quando aveva indosso la maglia neroverde era considerato da tutti il futuro del calcio azzurro. Un talento cristallino, capace di svariare su tutto il fronte d’attacco, di segnare in tutti i modi, con qualche limite solo sul gioco aereo. Un calciatore che aveva fatto impazzire anche un allenatore attento e minuzioso come Luciano Spalletti che lo volle a ogni costo in quel Napoli che al termine della stagione alzò al cielo lo Scudetto, con grande sorpresa di tutti. Eppure, quell’anno fantastico rappresenta oggi un’eccezione nel cammino partenopeo di ‘Jack’, come lo chiamano compagni e tifosi fin da giovane. L’anno dopo, con l’avvento di Garcia prima e Mazzarri e Calzona poi, Raspadori ha fatto fatica. Le possibilità di mettere in mostra le sue qualità sono svanite in una nuvola di fumo alzata dall’addio di Spalletti che, dopo lo Scudetto, ha deciso di lasciare Napoli e accettare l’offerta dell’Italia.

L’involuzione post-Scudetto

Un dramma per l’attaccante. Un dramma che lo ha portato dell’essere un protagonista del Napoli a uno dei problemi del crollo avuto nella stagione seguente, quella della mancata conferma. In 47 presenze, 12 in più rispetto a quelle dell’anno precedente, Raspadori non è riuscito a fare la differenza. Quel talento cristallino si è spezzato tra i tanti ruoli che è stato costretto a ricoprire, senza chiarezza tattica, perdendo quella identità calcistica che lo ha sempre contraddistinto. Quest’anno, o per lo meno in queste prime uscite, Jack ha toccato il fondo. Conte non lo vede e le 6 presenze che conta a livello statistico vanno inserite anche nel contesto napoletano, valutate considerando che dal 31 agosto ha giocato titolare solo in Coppa Italia, subentrando 3’ in campionato nelle ultime quattro partite. Dall’arrivo di Lukaku, Raspadori è sparito dai radar e la sua presenza in panchina dà l’apparenza di un giocatore che vorrebbe dar tutto, ma che per ora fa solo numero, nulla di più.

L’occasione azzurra

Cosa fare allora per tornare a brillare? Come emergere quando gli spazi non ci sono? Raspadori in realtà una chance ce l’ha eccome. La presenza di Spalletti sulla panchina dell’Italia è un certificato di garanzia, è la certezza di andare in azzurro anche quando le cose con il club non vanno, solo perché il tecnico di Certaldo vede in lui un uomo fidato e una pedina fondamentale. Ecco, quindi, che tingendosi d’azzurro può tornare il Jack di una volta. Mettendosi in mostra, agli occhi di Conte e non solo, con il Tricolore sul petto Raspadori ha la possibilità di lanciare un messaggio a tutti quelli che non stanno credendo in lui e che, in questo momento, non lo reputano in grado di essere un titolare del Napoli. La partita contro il Belgio e quella contro Israele sono quindi l’occasione per firmare la sua rinascita, per far capire a tutti che Giacomo Raspadori non se n’è mai andato e che è pronto a lasciarvi di nuovo a bocca aperta.

Niccolò Di Leo

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