Vlahovic, da idolo a “nemico”: Dusan ritrova il tabù Fiorentina
A segno contro Verona e Lecce, l’attaccante serbo sfida il suo passato mentre il suo futuro alla Juve è sempre più in bilico

Ci sono storie nel calcio che sembrano scritte per essere romanzate. Quella tra Juve, Dusan Vlahovic e Fiorentina è una di queste. Da una parte il trasferimento più discusso degli ultimi anni in Serie A, dall’altra un rapporto mai davvero ricucito con Firenze. E poi c’è il dato che continua a pesare: da quando ha lasciato la Viola per vestire il bianconero l’attaccante serbo ha affrontato otto volte il suo passato ma non è mai riuscito a segnare contro la sua ex squadra.
Vlahovic-Fiorentina, una sfida sempre carica di tensione
Quando nel gennaio 2022 Vlahovic lasciò Firenze per trasferirsi alla Juve, la rottura fu traumatica. La tifoseria viola lo considerava il presente e il futuro del club: un attaccante giovane, dominante fisicamente, capace di trascinare la squadra con gol pesanti e prestazioni da leader. Il passaggio ai bianconeri venne vissuto come un tradimento sportivo. Da allora, ogni incrocio – in totale otto, con cinque successi dei torinesi, due pari e una vittoria dei toscani – è diventato inevitabilmente infuocato. Proprio nelle gare dove ci si aspetterebbe il colpo dell’ex, si è quasi sempre smarrito. Fischi continui, pressione ambientale, marcature aggressive e partite spesso sporche tatticamente hanno contribuito ad alimentare il suo tabù contro la Viola. Il paradosso è evidente: il classe 2000 ha segnato contro chiunque, ma contro la squadra che lo ha consacrato non è mai riuscito a lasciare il segno.
Vlahovic e il digiuno contro la Fiorentina
Ridurre tutto a una semplice casualità sarebbe superficiale. Perché il tema sembra soprattutto mentale. Contro la Fiorentina Vlahovic è apparso spesso meno lucido, più nervoso, quasi ossessionato dall’idea di voler dimostrare qualcosa. La sensazione costante è che quelle partite abbiano assunto un peso emotivo superiore rispetto alle altre. Firenze, del resto, non è mai stata una piazza indifferente agli ex. E Dusan continua a rappresentare una ferita aperta per molti tifosi gigliati. Anche per questo ogni sua partita contro i toscani viene letta dentro una narrativa più grande: non solo una gara di campionato, ma un confronto continuo col proprio passato.
Vlahovic divide i tifosi della Juve
Nel frattempo, la parabola juventina dell’attaccante serbo continua a dividere tifosi e addetti ai lavori. I numeri complessivi non sono disastrosi, anzi, ha comunque mantenuto una produzione realizzativa importante in bianconero e nelle ultime settimane è tornato protagonista dopo mesi complicati anche a causa degli infortuni. Ma attorno a lui restano dubbi legati alla continuità, alla tenuta fisica e soprattutto all’impatto nei momenti decisivi. Non è un caso che il dibattito sul suo futuro sia ancora apertissimo. Anche tra i tifosi il giudizio resta spaccato: c’è chi lo considera ancora uno dei migliori centravanti europei e chi invece lo lascerebbe partire senza grandi rimpianti.
Vlahovic, il punto sul rinnovo con la Juve
Il contratto di Vlahovic, in scadenza a giugno, resta uno dei dossier più delicati sul tavolo di Damien Comolli. Negli ultimi mesi ci sono stati diversi incontri tra il club e l’entourage del giocatore, ma l’accordo definitivo non è ancora arrivato. La Juve vorrebbe abbassare sensibilmente il peso dell’ingaggio del serbo, oggi considerato molto elevato rispetto ai nuovi parametri societari. Sul tavolo ci sarebbe una proposta da circa 6-7 milioni di euro a stagione, contro i circa 12 milioni percepiti attualmente dal giocatore. Il problema principale non sarebbe tanto lo stipendio fisso, quanto bonus, commissioni e premio alla firma. Ed è proprio su questi aspetti che la distanza tra le parti continua a rallentare l’intesa. Nel frattempo restano vive le attenzioni di diversi club europei. Negli ultimi giorni sono emerse indiscrezioni anche su un possibile interesse del Bayern Monaco, mentre in Italia il nome di Vlahovic continua ad essere accostato al Milan. La sensazione è che molto dipenderà dalle prossime settimane: qualificazione europea della Juve, volontà del giocatore e sostenibilità economica dell’operazione saranno fattori decisivi. Ora, però, Dusan, a segno contro Verona e Lecce, vuole concentrarsi sugli ultimi 180 minuti della stagione e regalare il biglietto Champions alla Signora, magari interrompendo il digiuno contro la Viola.