Marocco (Getty Images)

Mondiali 2026, un Marocco spaziale… ‘senza marocchini’: 10 oriundi contro il Brasile

Il Marocco delle naturalizzazioni, negli undici titolati scesi in campo contro il Brasile solo uno era nato in patria
Niccolò Di Leo
Marocco (Getty Images)

Il Marocco delle naturalizzazioni, negli undici titolati scesi in campo contro il Brasile solo uno era nato in patria

Marocco (Getty Images)
Marocco (Getty Images)

Il Marocco sta sorprendendo tutti. Ma non è una grande novità. Quattro anni fa la stessa Nazionale, ma guidata da Walid Regragui, arrivava in semifinale dei Mondiali chiudendo al quarto posto e presentandosi come una sorpresa. Nell’intervallo tra una Coppa del Mondo e l’altra ha lavorato per confermarsi, vincendo la Coppa d’Africa – seppur a tavolino e tra mille polemiche. Nel frattempo, i Leoni dell’Atlante hanno cambiato guida tecnica. Da marzo la panchina è passata in mano a Mohamed Ouahbi che ha avuto l’arduo compito di raccogliere il lavoro e le aspettative create dal suo predecessore e riproporle sotto una chiave differente, più sua.

Il nuovo Marocco

L’esordio contro il Brasile, in questo senso, ha dato segnali a dir poco rassicuranti. Un Marocco versione Psg si è portato a casa un punto al termine du una partita giocata alla pari contro una delle Nazionali più forti di questo Mondiale. Ha giocato in rapidità e con un pressing asfissiante, ha conquistato il centrocampo avversario e ha permesso ai suoi singoli di esprimersi nella loro migliore versione. Tanto a livello individuale, quanto collettivo. A proposito, andiamo sui singoli. Il Marocco ha individualità che si contraddistinguono per la propria qualità, che sono il prodotto di un calcio in ascesa, ma anche la ricerca attenta di giocatori che si sono ‘convertiti’ alla Nazionale marocchina.

Dieci giocatori su undici non sono nati in Marocco

Se osserviamo attentamente la Nazionale scesa in campo contro il Brasile, la gran parte dei giocatori titolari sono nati in altri Paesi. Insomma, un Marocco non marocchino. Bono, il portiere, è nato in Canada. Hakimi e Riad sono originari della Spagna, mentre Diop è francese e Mazraoui è olandese. I due centrocampisti, El Aynaoui e il giovanissimo Bouaddi sono francesi. Basti pensare che il classe 2007 ha deciso solo negli ultimi mesi si sposare la causa marocchina, dopo aver fatto tutta la trafila nel settore giovanile francese. El Khannouss è belga, mentre la star Brahim Diaz e Saibari, gli artefici del gol che ha sbloccato la partita contro la Seleçao, sono nati in Spagna. L’unico titolare sceso in campo contro il Brasile nato in Marocco è Ounahi, originario di Casablanca.

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