Dimarco irreale: assist, gol e una stagione da record

Il laterale mancino ha un ruolo sempre più centrale nella produzione offensiva dell’Inter: nessuno come lui nei top cinque campionati europei
Vincenzo Lo Presti
Dimarco (Getty Images)

Il laterale mancino ha un ruolo sempre più centrale nella produzione offensiva dell’Inter: nessuno come lui nei top cinque campionati europei

Nel calcio moderno esistono giocatori che interpretano un ruolo ed altri che finiscono per riscriverlo. Federico Dimarco appartiene ormai alla seconda categoria. I numeri raccolti dall’esterno nerazzurro in questa stagione raccontano qualcosa che va oltre il rendimento individuale: parlano di una trasformazione tattica e culturale del calcio europeo. Con 7 gol e 17 assist, Dimarco è infatti il difensore che ha preso parte a più reti in una singola stagione nei cinque maggiori campionati europei nelle ultime venti annate, considerando il periodo dal 2006-07 a oggi, superando Alejandro Grimaldo che nel Bayer Leverkusen campione di Germania 2023-24 aveva chiuso con 10 reti e 13 assist. Un dato impressionante non solo per volume, ma per continuità e qualità delle giocate. Perché Dimarco non è un semplice esterno offensivo adattato: resta, a tutti gli effetti, un giocatore nato difensore, cresciuto dentro il sistema Inter e diventato oggi uno degli uomini più decisivi del calcio europeo.

Per Federico Dimarco numeri da attaccante

Sette gol e diciassette assist sono cifre normalmente associate a un trequartista creativo o a un’ala offensiva di alto livello. Dimarco, invece, le ha prodotte partendo da una posizione teoricamente difensiva, diventando il principale generatore di gioco laterale dell’Inter. Il dato assume ancora più valore se confrontato con gli altri specialisti del ruolo negli ultimi anni. Alejandro Grimaldo aveva stupito tutti nel Bayer Leverkusen di Xabi Alonso con 23 partecipazioni dirette a gol, ma Dimarco è riuscito a spingersi ancora oltre sul piano della produzione offensiva complessiva, confermando una crescita costante iniziata già nelle stagioni precedenti. La sua evoluzione è evidente anche nelle statistiche sugli assist: nei principali campionati europei nessun difensore aveva raggiunto numeri simili.

Il ruolo di Dimarco nell’Inter

Per capire davvero questi numeri bisogna andare oltre le statistiche. Dimarco è il simbolo più chiaro del calcio costruito dall’Inter negli ultimi anni: un sistema in cui gli esterni non sono semplici quinti di centrocampo, ma veri registi laterali. Nell’Inter il mancino di Dimarco è diventato una fonte continua di superiorità tecnica. Cross tesi, cambi gioco, rifiniture interne, calci piazzati e conclusioni dalla distanza: gran parte della produzione offensiva nerazzurra passa dai suoi piedi. La struttura tattica dell’Inter amplifica le sue qualità: con Alessandro Bastoni a coprire l’uscita palla sul centrosinistra e i movimenti interni di Mkhitaryan e Lautaro Martínez ad aprire spazi, Dimarco può attaccare costantemente l’ultimo terzo di campo senza essere costretto a interpretare il ruolo in maniera tradizionale. Non a caso molti osservatori e tifosi discutono ormai da tempo sulla definizione stessa del suo ruolo: terzino, esterno o quasi ala aggiunta.

Dimarco e Grimaldo: due modi diversi di rivoluzionare il ruolo

Il confronto con Alejandro Grimaldo è inevitabile. Entrambi mancini, entrambi devastanti nella metà campo offensiva, entrambi centrali in sistemi basati sull’occupazione ampia del campo. Ma ci sono differenze profonde. Grimaldo nel Bayer Leverkusen di Xabi Alonso giocava spesso quasi da regista offensivo laterale, con libertà totale di rifinire e concludere. Dimarco invece alterna continuamente compiti di costruzione, pressione e rifinitura dentro un sistema più equilibrato tatticamente. Questo rende il dato dell’interista ancora più significativo. Perché le sue partecipazioni offensive non arrivano in una squadra sbilanciata esclusivamente all’attacco, ma in una struttura che mantiene comunque solidità e controllo. Inoltre Dimarco ha aggiunto una continuità tecnica impressionante. Dal suo ritorno all’Inter è diventato uno dei difensori più produttivi della Serie A sia per gol sia per assist, crescendo anno dopo anno fino a entrare definitivamente nell’élite europea del ruolo.

Federico Dimarco simbolo del calcio moderno

Il dato più interessante, forse, è che Dimarco rappresenta perfettamente l’evoluzione del calcio contemporaneo. Oggi ai difensori non viene più chiesto soltanto di marcare o difendere l’area: devono creare, rifinire, palleggiare e produrre superiorità numerica in fase offensiva. Dimarco incarna tutto questo. È un giocatore tecnico ma emotivo, spettacolare ma concreto. Un esterno capace di segnare da cinquanta metri e, pochi minuti dopo, di mettere un cross perfetto sul secondo palo. Per anni il calcio italiano è stato associato soprattutto alla cultura difensiva. Oggi, paradossalmente, uno dei simboli più moderni della Serie A è proprio un difensore che produce numeri da fantasista. E forse è proprio questa la grande rivoluzione di Federico Dimarco: aver trasformato il ruolo del difensore in qualcosa di molto più ampio, creativo e decisivo.

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