L’addio di Messi alla sua Argentina: “Fa male, ma ho dato tutto”
Leo lascia dopo un Mondiale vinto e tante battaglie: “Sto chiudendo i capitoli, questo è il più doloroso. Ma ci sono tanti giovani”

La fine del rapporto d’amore incondizionato tra Lionel Messi e la Nazionale argentina arriva attraverso una lettera. Nessun annuncio costruito, nessuna conferenza stampa: soltanto un foglio scritto a penna, con il quale il fuoriclasse comunica una scelta maturata dopo aver avuto il tempo necessario per riflettere. La finale persa contro la Spagna ha rappresentato il punto di svolta, mentre il ricordo del Mondiale 2022 resta l’apice di un percorso straordinario. “Dopo tutto questo tempo trascorso dalla finale, e dopo averci riflettuto a lungo, voglio annunciare a tutti il mio ritiro dalla Nazionale”. Messi decide così di chiudere il capitolo albiceleste, lasciando nelle sue parole tutta la difficoltà di un momento che segna la fine di un’epoca.
Una scelta inevitabile
Il campione argentino non nasconde quanto sia stata complicata la decisione. Nel suo messaggio torna sul rapporto con la Selección e rivendica l’impegno messo in campo durante tutta la carriera, compresi gli anni nei quali i trofei sembravano impossibili da conquistare. “È stata una decisione che mi ha ferito profondamente, e continua a farlo, ma capisco che sia il momento giusto. Giuro di aver sempre dato il massimo, non solo negli ultimi anni in cui abbiamo vinto tutto, ma anche prima. Ho sempre lottato e dato tutto per questa maglia, per regalarvi gioia e rendervi orgogliosi di essere argentini attraverso il calcio”. È il modo scelto da Messi per salutare una maglia indossata per oltre vent’anni e con la quale ha conquistato il trofeo più importante della sua carriera.
Uno sguardo sul futuro
Ma nella lettera c’è anche qualcosa che va oltre l’addio alla Nazionale. Messi lascia infatti intendere che il tempo da calciatore sia ormai agli sgoccioli, parlando esplicitamente della chiusura dei capitoli della propria carriera. “Non resta molto tempo, i capitoli si stanno chiudendo e questo è uno di quelli che mi fa più male. Ho amato, amato e amerò per sempre far parte della Nazionale. Ho dato tutto quello che avevo; non ho più nulla da dare, e inoltre ci sono dei giovani giocatori promettenti che stanno crescendo dietro di me e che meritano di essere lì”. Il futuro sarà dunque quello di un tifoso, come spiega lui stesso. “Ora sarò uno di voi, a fare il tifo e a sostenervi da bordo campo (nei momenti belli e in quelli brutti, ancora di più). Grazie alla mia famiglia per esserci sempre stata, per avermi accompagnato in questo bellissimo ma difficile viaggio. Grazie a tutti gli allenatori, compagni di squadra e dirigenti con cui ho avuto il privilegio di lavorare. Porto con me ricordi e momenti indimenticabili”. E alla fine arriva una precisazione dal peso particolare: “Ho scritto queste parole il 21 luglio, due giorni dopo la finale. Oggi, dopo quello che è successo a mio padre, ne sono ancora più convinto di prima”.