Balogun, Stati Uniti, Mondiali

Mondiali 2026, perché è stata sospesa la squalifica di Balogun?

Andrea Castellano
Balogun, Stati Uniti, Mondiali (Photo by John Dorton/USSF/Getty Images)

Tiene banco il caso Balogun ai Mondiali 2026: la FIFA ha sospeso la sua squalifica. Ecco il motivo

Balogun, Stati Uniti, Mondiali
Balogun, Stati Uniti, Mondiali (Photo by John Dorton/USSF/Getty Images)

Scoppia il caso Balogun ai Mondiali 2026. La FIFA ha preso una decisione storica: sospesa la squalifica del centravanti degli Stati Uniti, che era stato espulso ai sedicesimi di finale contro la Bosnia. Questo vuol dire che potrà giocare e sarà regolarmente a disposizione agli ottavi contro il Belgio. Felicissimi gli americani, molto meno il resto del mondo e soprattutto la squadra belga, ora costretta ad affrontare uno degli attaccanti più in forma del torneo.“Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta, ed essere tornata indietro da una grande ingiustizia”, ha commentato addirittura il presidente degli USA Donald Trump.

Mondiali 2026, il motivo della sospensione della squalifica di Balogun

Ma perché è stata presa questa scelta che non ha precedenti nella storia quasi centenaria della Coppa del Mondo? Il motivo l’ha spiegato lo stesso comitato che ha organizzando la competizione attraverso un comunicato ufficiale: “Il comitato disciplinare della FIFA ha imposto la seguente sanzione al giocatore della squadra nazionale degli Stati Uniti Folarin Balogun, che è stato espulso a seguito di un cartellino rosso diretto durante la partita della Coppa del Mondo FIFA 2026 tra Stati Uniti e Bosnia ed Erzegovina giocata il 1° luglio 2026 allo stadio della Bay Area di San Francisco: sospensione di una partita per violazioni degli articoli 14 e 66 del codice disciplinare FIFA (FDC)“. E poi ancora: “In linea con l’articolo 27 del codice disciplinare FIFA, l’attuazione della sospensione della partita è sospesa per un periodo di prova di un anno. Se Folarin Balogun commette un’altra infrazione di natura e gravità simili durante il periodo di prova, la sospensione sarà revocata e la sanzione applicata fatta salva qualsiasi sanzione aggiuntiva imposta per la nuova violazione“.

Mondiali 2026, la FIFA e l’articolo 27

La Federazione statunitense non ha presentato alcun ricorso alla FIFA, che ha quindi preso questa decisione in virtù dell’articolo 27 che preved eche “l’organo giudiziario può decidere di sospendere totalmente o parzialmente l’attuazione di una misura disciplinare. Se la persona che beneficia di una sanzione sospesa commette un’altra infrazione di natura e gravità simili durante il periodo di prova, la sospensione sarà revocata dall’organo giudiziario e la sanzione applicata senza pregiudizio di qualsiasi sanzione aggiuntiva imposta per la nuova violazione“. Ora si è creato un pericoloso precedente che macchia i Mondiali 2026 e che rischia di complicarli particolarmente.

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