Mondiali 2026, caso Balogun: le reazione del mondo del calcio
Il caos Balogun sta facendo scalpore, sono state tante le prese di posizione contro la FIFA: su tutte quella della UEFA

Il caso Balogun rischia di diventare il più discusso e criticato dell’intero Mondiale. La decisione della FIFA di sospendere la squalifica dell’attaccante americano, appellandosi all’articolo 27, ma senza fornire una motivazione ha scatenato numerose polemiche nel mondo del calcio. In molti hanno preso posizione sul tema, non comprendendo il motivo per cui il rosso per Balogun dovesse essere sospeso. Nonostante le proteste intorno alla decisione arbitrale, il quesito che tutti si sono posti è: perché non resta la decisione di campo? Da sempre gli errori arbitrali condizionano le partite e, per quanto limitabili, fanno parte del gioco stesso. Oggi, però, scopriamo una nuova frontiera del calcio dove la FIFA ci insegna che, appellandosi all’articolo 27, può sovvertire quanto avvenuto sul terreno di gioco liberamente e senza dover fornire spiegazioni.
Trump esulta per Balogun e ringrazia la FIFA
La decisione della FIFA è stata ovviamente gradita a Donald Trump, presidente degli Stati Uniti che ha elogiato l’organizzazione calcistica mondiale per aver favorito la squadra di Pochettino in vista del match di questa notte, ore 2.00, contro il Belgio restituendogli l’attaccante titolare. Il numero uno americano ha esultato dicendo: “Grazie alla Fifa per aver fatto la cosa giusta, ed essere tornata indietro da una grande ingiustizia“.
Il comunicato del Belgio e le parole di Garcia
A sentire di aver ricevuto una grande ingiustizia, però, è il Belgio che attraverso la sua federazione ha pubblicato un comunicato ufficiale: “La Federazione Calcistica Reale Belga (RBFA) è stupita dalla decisione della FIFA di dichiarare il giocatore statunitense squalificato Folarin Balogun idoneo a giocare nella partita USA-Belgio di lunedì 6 luglio alle 17:00 (ora di Seattle).
La FIFA basa la sua decisione sull’Articolo 27 del Codice Disciplinare FIFA. Questa disposizione stabilisce che la Commissione Disciplinare FIFA può decidere di sospendere l’esecuzione di una sanzione disciplinare precedentemente imposta. Tuttavia, l’Articolo 66.4 dello stesso Codice Disciplinare FIFA stabilisce chiaramente che un cartellino rosso (espulsione) comporta automaticamente una squalifica per la successiva partita della squadra, come è avvenuto per tutti i precedenti cartellini rossi estratti durante questa Coppa del Mondo FIFA.
Inoltre, e a prescindere da quanto sopra, la decisione è in diretta contraddizione con le disposizioni del Regolamento della Competizione della Coppa del Mondo FIFA 2026, come stabilito nell’Articolo 10.5:”Se un giocatore o un ufficiale di squadra viene espulso a seguito di un cartellino rosso diretto o indiretto (seconda ammonizione), sarà automaticamente squalificato per la partita successiva della propria squadra. Inoltre, potranno essere imposte ulteriori sanzioni”.
A commentare quanto deciso dalla FIFA è stato anche lo stesso Rudi Garcia che, in conferenza stampa, si è espresso ironizzandoci sù: “Non sapevo che per la FIFA il 5 luglio fosse il primo d’aprile. È un pesce d’aprile. Voglio fare riferimento anche al comunicato della federazione, lì c’è scritto tutto. La federazione non difende solo se stessa, ma anche il calcio in generale, l’integrità e l’etica. Credo sia la prima volta nella storia che viene presa una decisione del genere“.
Il commento di Tuchel
Rudi Garcia ha trovato anche il supporto di Thomas Tuchel che dopo la vittoria della sua Inghilterra in Messico, ha parlato così della sospensione della squalifica di Balogun: “Per essere chiari, questo non era un cartellino rosso. è intervenuto il Var e la decisione è stata presa, chi può ribaltare questa decisione? E quando? Su quali basi? È tutto molto strano per me, vogliamo coerenza. Penso che quello comminato a Declan Rice non fosse un cartellino giallo. La Francia riavrà il cartellino giallo per Michael Olise, che non era un cartellino giallo?”, ha chiesto ironicamente il tecnico tedesco, “da dove inizia tutto questo e dove finisce? Facciamo ricorso? Kane dovrebbe chiedere al presidente Trump per Quansah? Forse sì“.
La UEFA ha attaccato la FIFA
Forte e molto critica è stata anche la presa di posizione della FIFA sul caso Balogun. L’organo calcistico europeo ha commentato con durezza la scelta della FIFA, sottolineando come sia stata messa in discussione la credibilità del Mondiale: “La decisione presa ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l’applicazione della squalifica automatica di una partita conseguente al cartellino rosso mostrato al calciatore Folarin Balogun ha oltrepassato una linea rossa. Il calcio, come ogni altro sport, si fonda sulle regole, che costituiscono la base di una competizione leale, onesta e trasparente. Talvolta le regole possono essere soggette a interpretazione. In questo caso, no. La squalifica automatica minima di una giornata dopo un’espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica“.
“Quando la certezza delle regole non è più garantita da chi è chiamato a custodirle, l’integrità del gioco viene messa a rischio e la credibilità della competizione risulta compromessa. Inoltre, una decisione di questo tipo crea un precedente all’interno del torneo in corso: situazioni analoghe dovranno ora ricevere lo stesso trattamento, con un inevitabile danno per la competizione. Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco straordinario, ed è credibile perché viene praticato ovunque secondo le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, quando il torneo in questione è il Mondiale, ha il potere di produrre conseguenze, positive o negative, sull’intero movimento calcistico. Esprimiamo il nostro sconcerto per una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile“.