Hydration break, Inghilterra (Getty Images)

Mondiali 2026, l’hydration break cambia le partite? I numeri lo confermano

L'hydration break sta incidendo sulle partite del Mondiale? I numeri (e non solo) lo confermano
Niccolò Di Leo
Hydration break, Inghilterra (Getty Images)

L’hydration break sta incidendo sulle partite del Mondiale? I numeri (e non solo) lo confermano

Il Mondiale è iniziato da una settimana e abbiamo già la prima polemica che potrebbe accompagnarci per tutto il resto della competizione. Stiamo parlando dell’hydration break. Le due pause di idratazione da tre minuti, programmate intorno alla metà dei due tempi, che sono state imposte dalla FIFA come mezzo per superare il caldo torrido delle giornate americane. Il mondo del calcio ha già preso una posizione. Anche attraverso le parole di personalità influenti come Jurgen Klopp e Virgil Van Dijk che le hanno presentate più come un assist agli sponsor, che una vera e propria necessità per i giocatori. Ad aumentare le perplessità intorno all’hydration break è la sua influenza sulle partite. Le squadre, durante queste pause, hanno la possibilità di spezzare il gioco, parlare rapidamente con i propri allenatori e riorganizzarsi in vista del ritorno in campo.

Quanti gol dopo l’hydration break

Ad andare in supporto di questa tesi non sono solo le parole di Nagelsmann, c.t. della Germania che dopo la vittoria contro il Curaçao ha detto: “La pausa per bere è stata utile per ribadire quanto avevamo già studiato alla lavagna“, ma anche dai numeri. Su 62 gol segnati in questa prima fase del Mondiale, ben 14 sono arrivati immediatamente dopo l’hydration break e 9 di questi sono stati fondamentali per l’esito finale della partita, perché valsi il vantaggio o il pareggio. Il caso di Australia-Turchia è forse quello più clamoroso. Entrambi gol dei Socceroos, infatti, sono arrivati poco dopo la pausa, incidendo concretamente sul risultato.

L’hydration break cambia l’andamento delle partite

L’incisività dell’hydration break sul calcio è confermata anche dal momentum plot (grafico dinamico che visualizza l’andamento e il controllo della partita in tempo reale) di alcuni dei match giocati nella prime giornate del Mondiale. Nel primo tempo di Costa d’Avorio-Ecuador, per esempio, l’andamento della partita è completamente cambiato (in favore dei sudamericani) al termine della prima pausa di idratazione. La stessa cosa è successa nel primo tempo di Olanda-Giappone e di Brasile-Marocco. In particolar modo in quest’ultima partita, il primo hydration break è stato fondamentale perché seguito pochi minuti dopo dalla rete di Vinicius Junior, arrivata nel momento migliore del Marocco.

L’hydration break non conviene a nessuno

Questi risultati alimentano le polemiche intorno all’hydration break e alla sua utilità, soprattutto dopo situazioni come quella vissuta in Ghana-Panama, quando l’arbitro ha richiamato i giocatori in panchina per idratarsi nonostante il vento e la pioggia avevano abbassato drasticamente le temperature. Fermarsi per tre minuti a tempo significa perdere l’inerzia della partita e potenzialmente può cambiare il volto del match. Significa dare la possibilità alla squadra in difficoltà la possibilità di riorganizzarsi in un momento decisivo e, quindi, costringere l’altra a perdere il vantaggio acquisito.

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