Mondiali 2026, Nagelsmann si dimette: ora il calcio tedesco va riformato
Le dimissioni di Nagelsmann offrono un’occasione al calcio tedesco: quella di riformarsi dopo i pessimi risultati degli ultimi Mondiali

Julian Nagelsmann non sarà più l’allenatore della Germania. Il tecnico tedesco ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni dopo aver inizialmente negato la volontà di andar via dalla Nazionale tedesca, in seguito alla clamorosa eliminazione contro Paraguay. A far cambiare idea a Nagelsmann sarebbe stato un incontro di tre ore con i vertici del calcio tedesco. Un incontro in cui l’ormai ex commissario tecnico ha provato a spiegare le cause del fallimento, ma sostenendo tematiche poco convincenti. Nagelsmann è stato spinto alla porta con in mano un sacco contenente 7 milioni di euro di buonuscita. Il suo ciclo si è concluso dopo appena tre anni e ora si metterà alla ricerca di una nuova avventura, facendo spazio a un’era che potrebbe portare il nome di Jurgen Klopp.
I numeri di Nagelsmann con la Germania
Julian Nagelsmann saluta la Germania dopo un percorso che non. ha avuto l’esito sperato, eppure i numeri fino al Mondiale non erano stati pessimi. In 37 partite ha condotto la Nazionale tedesca alla vittoria 23 volte, pareggiando 6 e perdendone 8 (due erano amichevoli). Era riuscito a centrare la qualificazione al Mondiale, agli Europei del 2024 era arrivato fino ai quarti di finale prima di perdere contro la Spagna (diventata poi campione) e in Nations League si è spinto fino alla finale per il terzo posto, vinta però dalla Francia. Un cammino non entusiasmante, ma neanche paragonabile a quanto visto nel Mondiale, a una sconfitta contro il Paraguay ai calci di rigore che ha spazzato via quanto di buono visto contro Curaçao e Costa d’Avorio.
Klopp per rivoluzionare il calcio tedesco
Nagelsmann si farà da parte e lascerà spazio al suo successore. Dalla Germania insistono per Klopp, lui potrebbe anche aprire a questa possibilità. Per convincere l’ex allenatore del Liverpool, può, non basteranno i soldi: servirà pianificazione. L’coordinatore delle attività calcistiche del gruppo Red Bull si è dimostrato un addetto ai lavori capace di andare oltre il campo, di saper guardare il calcio sotto un altro punto di vista. Questa potrebbe essere la chiave per spingere la DFB a lasciar carta bianca a Klopp. La Germania, d’altronde, deve invertire un trend che al Mondiale non è paragonabile a quello dell’Italia, ma non ci va neanche così lontano. Dalla vittoria nel 2014 c’è stato un crollo che ha portato a due eliminazioni alla fase a gironi nel 2018 e nel 2022 e a quella ai sedicesimi di finale nel 2026. Risultati troppo negativi per pensare di poter andare avanti seguendo la linea attuale. Serve una svolta storica, bisogna scavare più in fondo e Klopp è forse l’unico in grado di farlo.