Tifosi Scozia (Getty Images)

Mondiali 2026, perché gli scozzesi mettono i coni sopra le statue? Non è vandalismo, ma rispetto

Gli scozzesi stanno coprendo le statue americane con dei coni stradali, dietro questo gesto c'è una tradizione che dura da mezzo secolo
Niccolò Di Leo
Tifosi Scozia (Getty Images)

Gli scozzesi stanno coprendo le statue americane con dei coni stradali, dietro questo gesto c’è una tradizione che dura da mezzo secolo

Tifosi Scozia (Getty Images)
Tifosi Scozia (Getty Images)

L’invasione dei tifosi scozzesi sta facendo il giro del mondo. La Tartan Army che sfila per le strade americane è uno spettacolo che, a questi livelli, non si vedeva da 28 anni. Il ritorno in un Mondiale per la Scozia è stato accolto come una festa nazionale da parte dei suoi tifosi, che sono partita alla volta degli USA e sperano, grazie McTominay e compagni, di poterci restare il più possibile. Le cornamuse rendono più piacevole il caos delle città, i kilt e le magliette della Nazionale colorano l’atmosfera e la rendono più vivace rispetto al grigio quotidiano. Così facendo gli scozzesi stanno portando emozioni e goliardia per le strade di un intero Paese, prima di entrare negli stadi e intonare ‘Flower of Scotland‘, l’inno che sta rubando il cuore degli appassionati e che sta abbellendo questi Mondiali.

I coni sulle statue di Boston

E chi ha visto i tifosi scozzesi sfilare per le strade i Boston in questi giorni, prima della sfida persa 1-0 contro il Marocco, avrà notato sicuramente un particolare. Hanno preso di mira ogni statua che hanno incontrato lungo il loro cammino, mettendoci in cima un cono stradale quando possibile. Questo gesto, inizialmente etichettato come vandalico, in realtà ha un’origine culturale e storica che gli fa assumere un significato diametralmente opposto a quello che può apparire. I tifosi della Scozia non coprono le statue con dei coni come forma di vandalismo o di sfottò, ma come forma di rispetto e di gratitudine verso la città.

Perché gli scozzesi mettono i coni sulle statue di Boston

Decontestualizzato potrebbe sembrare folle quel che abbiamo ancora scritto, ma ora arriva la spiegazione storica. Tutto ha origine a Glasgow, la città più grande della Scozia. Davanti alla Gallery of Modern Art si trova una delle statue scozzesi più famose: il Duca di Wellington. Negli anni ’80 alcuni studenti che giravano di notte da quelle parti decisero, per gioco, di mettere in testa alla statua un cono stradale. Il Comune, ovviamente, intervenne per rimuovere il cono ma quel gesto diede vita a una simpatica e pacifica faida che presto si allargò a tutti i cittadini. Ogni volta che il cono veniva rimosso, chi passava da quelle parti lo riposizionava sulla testa del Duca.

Questo spinse il Comunque a decidere di intervenire, proponendo di alzare la base della statua così da renderla inaccessibile, ma ormai era troppo tardi. La reazione della città fu immediata e nacquero proteste e petizioni per impedire nuovi interventi. Da quel momento il cono in testa alla statua del Duca di Wellington era diventato un simbolo della città di Glasgow e di tutta la Scozia. Un simbolo al pinto che sarebbe nata una regola non scritta che invita tutti coloro che passano davanti la statua a verificare la presenza del cono sulla testa del Duca e, qualora non dovesse esserci, di rimetterlo al suo posto per dovere civico.

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